D'accordo, non ho avuto il coraggio, la faccia tosta o le palle di dire la verità. Anche se, una verità vera e propria non esiste. E' simpatico e intelligente, banalità, estreme; ma non mi stimola, non mi scatena, non mi scuote dentro. Non è lui a non avere qualcosa che cerco, ma è una cosa che sento a pelle, non può funzionare. Ma non riesco a dirlo, prolungo l'agonia e l'imbarazzo, per entrambi, oscillo nell'incertezza, mi perdo in un mare di parole e sorrisi, forse solo di cortesia. Mi sento in colpa, dovrei dirglielo, ma detto così è davvero squallido. E ricevo altre telefonate, sul far della sera, e rido, e sto bene, ed è dannatamente lontano. 

Commenti

  1. So molto bene di cosa parli.Non ti sarà d'aiuto,ma quante volte ho provato quella stessa sensazione.."potrei accontentarmi,ma non voglio"..quando lui non è niente male,ma l'istinto,il maledetto istinto ha già compreso,soppesato,decretato.Devi seguirlo,inutile opporsi.E so quanto è dura essere chiara.Io ho sempre rimandato,sempre tenuto sulle spine,sempre sostenuto contro le leggi della fisica castelli di carta,situazioni impossibili..per mancanza di coraggio.Ed ho solo raccolto macerie,vagato tra le rovine.Sii chiara,sincera,al più presto.Ovviamente è 1 opinione come tante. Per conto mio,è il male minore,sempre e comunque.E con il tempo capirà.E magari,si accontenterà di un'amicizia.Anche l'orgoglio e la pena si estinguono.Basta pazientare..

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